mercoledì 8 gennaio 2014

LIGHT & CHIC

 Giacca Lardini vista dall'artista Andrea Tarella

Tagli sartoriali, leggerezza, attenzione ai dettagli. Sono i termini usati per  descrivere il 98% delle collezioni di moda maschile al Pitti di Firenze. E’ un ritornello, che suona  ripetitivo come un jingle. Specie  se detto come una rivelazione straordinaria, una scoperta sensazionale. Eppure a pensarci bene e soprattutto vedendo i capi si capisce che lo è davvero. Non sono parole vuote, raccontano i risultati di una  ricerca, per consentire di vestire chic, ma confortevole, come una seconda pelle. “On my skin” ha chiamato il suo video di presentazione Tombolini e le sue giacche sono di inimmaginabile leggerezza. Aderenti ma non costringenti. Da buttare in valigia senza paura di stropicciarle, con maniche da rimboccare come un pullover.  Giacche da mettere anche sotto un’altra giacca le ha proposte Cantarelli, che nell’allestimento dello stand ha giocato con il concetto di “stile ricercato”: foto di detenuti tratti da vecchi archivi alle pareti e una grande gabbia, dove esporre i  completi gabbiati. Le giacche di Cucinelli sono impeccabili come quelle di un elegantone anni Venti, ma con la nonchalance donante della felpa. Alcune addirittura a un petto e mezzo per evitare la sovrapposione un po’ goffa del doppiopetto. Si portano con pantaloni a sigaretta con risvolto e pinces, capaci di star bene anche a chi non ha il fisico d’atleta. Lardini, sempre alla ricerca di funzionalità e leggerezza, aggiunge anche il loden alla sua collezione di reversibili e dopo lo smoking di spougna dell’estate, crea quello in maglia per l’inverno.  Tinge di tutti i colori il principe di Galles. Rende double face anche la giacca del completo per avere in un minuto uno spezzato. Gabriele Pasini per Lardini recupera le sete da cravatta d’archivio e le trasforma in una capsule collection di camicie. Mentre l’abito si sdrammatizza e diventa confortevole, il jeans si nobilita e il denim assume “l’autorevolezza” di un tessuto classico. E il brand americano PRPS, per la prima volta al Pitti, ne è un esempio. Il jeans arriva perfino alle scarpe chic. Testoni in un modello in camoscio usa la doppia cucitura e i rivetti dei jeans. E si sbizzarrisce in mix di materiali preziosi nella stessa stringata o nella derby con fibbia. Bresciani si adegua al Rock me Pitti, tema di questa edizione, e sulle calze mette la tastiera del pianoforte,  le note e vecchi jukebox.     

Nessun commento:

Posta un commento